Eva
diverrà in duecento pagine il mezzo per comprendere fin dove
l'essere umano può spingersi. In che modo può farlo. Questa
storia è una di quelle storie da non raccontare. La parola
taglia come lama. Colui che l'ascolterà, però, non ne sarà
trafitto come lo sarà invece il lettore. Egli indugerà sui
suoi racconti come un padre affettuoso ascolta la figlia.
Ma senza parlare.
Eva
racconterà del suo viaggio a Londra, del motivo che l'ha spinta
a partire, a scappare dalla Milano perbene. E si soffermerà
su situazioni cruente che l'hanno alimentata come fuoco. Brucerà
insieme al lettore, lentamente, dapprima divampando senza
pietà per poi spegnersi come una torcia difettosa. Sarà un
percorso ad ostacoli, la sua narrazione. Sarà un torrente
inarrestabile di parole gettate alla rinfusa, senza ordine,
nel caos più estremo, dove chiunque potrebbe sentirsi avviluppato
e costretto. Farà male. Ma farà anche pensare.
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